500 Corno Letame

E’ costituito dalle deiezioni fresche di mucca senza aggiunta di paglia o altro materiale vegetale (la cosiddetta "fatta"). Questa  deve essere fresca, di ottima qualità e appena prelevata, prodotta da vacche alimentate su pascoli polifiti coltivati in biodinamica; il letame deve essere quello autunnale, prodotto dalla brucatura dei prati al risveglio vegetativo: deve cioè essere un materiale vivo.

Vanno scelti buoni corni di vacca (non di toro) e riempiti con la fatta, in autunno. Quindi, una volta scelto con molta cura il sito migliore dell’orto, il più fertile, con la migliore esposizione, i corni vengono interrati.

I primi mesi sono molto delicati: quando inizia l’attività microbica all’interno della buca, va tenuta attentamente sotto controllo la fase umida, evitando gli eccessi che possono turbare l’equilibrio umido e quindi il processo di trasformazione. Se piove troppo, cioè, si copre il sito di interramento con un telo. I corni restano interrati per tutto l’inverno; è molto importante che rimangano esposti a freddi invernali intensi (gelo, neve), che favoriscono una più intensa trasformazione nella natura della materia umica.

A primavera inoltrata il preparato è pronto. Si scava, si dissotterrano e si svuotano i corni: il letame è oramai completamente trasformato in humus, il suo volume si è ridotto alla metà ed ha perso completamente l’odore di stallatico, di letame, acquisendo odori nobili, molto fini, di terra, di sottobosco.

Appena svuotati i corni e sistemato il corno-letame nella cassa di rame e torba, nella massa umica si produce un riscaldamento, sintomo di riattivazione dell’attività fermentativa che procede per circa un mese.

In questa fase vengono aggiunti i preparati da cumulo, praticando semplicemente dei fori nella massa del corno-letame all’interno del contenitore.

 
 
Utilizzo : dinamizzazione e spargimento

 

Se ne prendono 200 grammi  (dosaggio per ettaro), vanno inizialmente sciolti in acqua fredda (10 - 12 gradi) e portati gradualmente, aggiungendo un po’ di acqua calda per volta, alla temperatura di 28 gradi circa. Questo perché il 500 è un concentrato di microrganismi che devono essere riprodotti (necessitano di acqua calda) senza subire uno shock termico.

A questo punto si prendono 40 litri di acqua non clorata a temperatura di 30-32 gradi e  vi si versa dentro il 500 e ha inizio la dinamizzazione, che può essere effettuata a mano o con opportuni dinamizzatori. La dinamizzazione effettuata a mano consiste nel girare con un braccio o con un  bastone la soluzione. Bisogna creare un vortice e una volta raggiunto il fondo ( in 20 secondi) interrompere il senso di rotazione e si inverte energicamente nel senso opposto creando il caos, ovvero il ribollore dell’acqua. La dinamizzazione deve durare un’ ora esatta. In questo modo l’attività microbica presente all’inizio, dopo un’ora si riproduce in modo sostanziale.

Il preparato una volta terminata la dinamizzazione deve essere distribuito prima possibile sul terreno (entro una-due ore al massimo). Va distribuito in primavera e in autunno su terreni bagnati o in prossimità di una pioggia. La distribuzione deve avvenire di pomeriggio, con l’utilizzo di pompe a spalla spruzzando il liquido in modo grossolano sul terreno, camminando si deve riuscire a coprire una fascia di 5-6 metri a destra e 5-6 metri a sinistra. Sulla pompa a spalla vanno tolti tutti i filtri e l’ugello di uscita deve essere allargato fino a 2,5 millimetri.

L’utilizzo del 500 in modo ponderale, in primavera e in autunno guida tutti i processi microbiologici del terreno e favorisce la costruzione dell’humus.