501 Corno Silice

La materia prima è cristallo di rocca, prelevato da cave quarzifere presenti in moltissime montagne, per esempio nell’Appennino tosco-emiliano. Si possono utilizzare anche sabbia o feldspati come fonte di silice, ma il cristallo di rocca rappresenta la perfezione, la purezza: è lo stesso Steiner a indicare di preferire il cristallo di rocca. All’analisi contiene fino al 98 per cento di silice (SiO2) contro il 75-80 per cento della sabbia. In primavera, si prende la parte migliore, la più cristallina e trasparente del cristallo stesso e si procede alla fase più delicata, la molitura, che va spinta al massimo per ottenere un altissimo grado di finezza. Purezza e finezza sono necessarie perché la silice non è solubile in acqua.

 

Con la molitura spinta si riesce a superare il problema della solubilità, ottenendo una sospensione stabile di silice in acqua.

Anche la silice viene posta nei corni, addizionata di acqua pura e poi interrata dalla primavera all’autunno successivo.

Ancora una volta le quantità da impiegare sono piccolissime: 3 grammi in 50 litri di acqua per ettaro.

 

 

Utilizzo : dinamizzazione e spargimento del 501

 

La sospensione, ovviamente deve essere dinamizzata come si fa  per il 500.  A differenza del 500, che va dato sul terreno in gocce grandi, il 501 cornosilice viene nebulizzato sulle foglie in primavera, alla ripresa vegetativa, quando si riattiva la fotosintesi.

E’ importante che la nebulizzazione sia molto spinta, ottenuta mediante pompe ad alta pressione, senza ricircolo: le goccioline, cioè, devono risultare micronizzate, in modo che la sospensione non scoli sulle foglie ma si fissi nell’atmosfera. La luce, attraverso i cristalli contenuti nelle goccioline in sospensione, viene rifratta e, quindi, scomposta nelle diverse fasce cromatiche. Anche se non è dimostrato, si possono supporre diverse azioni delle molteplici componenti cromatiche della luce sulla fotosintesi.

Quanto maggiore sarà il grado di suddivisione del cristallo di rocca, tanto maggiore sarà il numero di particelle in grado di scomporre la luce, tanto maggiore sarà l’attività della silice e, di conseguenza, la sua efficacia. Il trattamento va fatto la mattina presto, quando la luce è trasversale e si ha maggiore rifrazione; ma anche perché al mattino presto c’è assenza di vento.

Questo stimolo a livello alto, della luce, si integra con quello a livello profondo, dell’humus: in tal modo l’azione dinamica sulla pianta è completa e la crescita equilibrata. Invece la somministrazione del solo "500" può determinare lo sviluppo di piante ipertrofiche, squilibrate per un eccesso di nutrizione e di crescita. Insisto: non si deve intendere l’azione dei due preparati "500" e "501" come separata su diversi organi o funzioni della pianta. E’ la loro combinazione che determina lo stimolo equilibrato al livello della sfera terrestre e cosmica e quindi lo sviluppo armonico. Il "501", inoltre, non svolge solo un’azione quantitativa sull’intensità della fotosintesi e sull’accumulo di zuccheri, ma anche e soprattutto sulla qualità della luce.